All’Urban di Perugia ultimo atto da tutto esaurito
Gli Zen Circus all’Urban Club di Perugia concludono il tour dell’ultimo album, “Il Male”. Data già esaurita da tempo e festa finale come si poteva immaginare e attendere, in una piazza dove il gruppo pisano è seguito e amato.
Festa nel segno del cantautorato rock con brani vecchi e nuovi del repertorio messo insieme in un paio di decenni in cui hanno solcato i palchi di tutta Italia. Lo spettacolo è quello che il pubblico voleva: adrenalina e liriche cantante a squarciagola, intercettando i sentimenti dei ventenni e di quelli che i veni li hanno raddoppiati. Un pubblico, anhce in questo senso, variegato, compresi padri e figli coinvolti nel pogo.
Ad aprire la serata, che rientrava nel cartellone di Inverni, la stagione indoor di Riverck, Alessandro Fiori, nome noto del cantautorato indipendente, che ha accompagnato gli Zen in diverse date dal tour. Alla tastiera ricorda Paolo Benvegnù, “Ogni volta che vengo da queste parti, non posso non pensare a lui”, e poi gli dedicata una canzone.
Non possono mancare i “fratellini” degli Zen, i perugini Fast Animals & Slow Kids. Il frontman, Aimone Romizi, sale sul palco per sedersi dietro la batteria e accompagnare il resto del gruppo in una cover dei Misfits, Karim Qqru gli cede il posto per piazzarsi davanti al microfono e cantare.
Poi la tradizione del tour, la “corsa” con i canotti, spinti dalle braccia del pubblico. Sfida avvincente tra Andrea Appino e il chitarrista Francesco Pellegini che la spunta. Il campionato di questo tour finisce due pari. Spareggio alla prossima, “Faremo un evento solo per questo” promettono. Chissà. Intato il concerto arriva all’epilogo, il tempo di “L’anima non conta”, forse il brano più conosciuto e poi, sulle note di “È solo un momento” dall’ultimo disco.





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