La band milanese torna in concerto a Perugia dopo una lunga “attesa”. Due ore di rock nella “Provincia popolare”
Mancavano da un po’ e si sono fatti perdonare per l’attesa. Due ore a tutto gas con I Ministri, sul palco dell’Urban, ma anche sopra le teste del pubblico, a suonare le canzoni dell’ultimo album e i successi di un paio di decenni di rock e giubbe napoleoniche.
Un concerto che avrebbe meritato di essere visto prima, quando le gambe avrebbero retto due ore di poco nel locale, trasformato in una calda arena. Un concerto “alla vecchia maniera”, come il tour “Provincia popolare” che sta portando la band milanese nei club italiani.
Un concerto, e un tour, che, nelle intenzioni, e Divi, basso e voce del gruppo, lo ha ribadito anche dal palco, vogliono essere diretti, senza fronzoli e divagazioni. Musica e parole, sudore e cuore. Pochi sconti. Premessa che la serata dell’Urban ha rispettato. Con un momento intimo in occasione di Terre Promesse, con Divi, Davide Autelitano, che ha lasciato il suo basso per scendere tra il pubblico, tutti seduti intorno a lui. Per cantare in questo modo uno dei singoli dell’ultimo album “Aurora Popolare”, Federico Dragogna alla chitarra acustica e Michele Esposito, lasciata momentaneamente la postazione dietro la batteria, ad accompagnare.
Finale con brindisi, dopo una “nuotata” di Divi dal palco al bar e ritorno.
Ad aprire il concerto i toscani Scuse Inutili, prodotte dallo stesso Divi, e in comune con I Ministri, anche l’attitudine rock che è sempre un bel sentire.
Il concerto dei Ministri faceva parte del cartellone “Inverni” del Riverock Festival





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