Narni immersa nel 1371 con la 58esima edizione della Corsa all’Anello

Appuntamenti Apr 23, 2026

Nei giorni della rievocazione storica piazze e vicoli si popolano di arti e mestieri, i Terzieri ridisegnano lo spazio urbano, le voci si mescolano al suono dei musici e al passo dei cavalli

A partire da oggi (23 aprile) al 10 maggio Narni torna a respirare il suo Medioevo. Le pietre si accendono alla luce delle torce, i tamburi scandiscono il tempo, i cavalli tornano a battere il selciato: è la 58esima edizione della Corsa all’Anello, un rito collettivo prima ancora che una rievocazione, capace di avvolgere l’intera città in un tempo altro, sospeso tra memoria e presenza.

Il 2026 porta con sé un doppio filo narrativo. Da un lato Giovanni Boccaccio, nel 650esimo anniversario della morte, che con il “Decameron” restituisce un Trecento vivo, concreto, attraversato da uomini e donne, da viaggi, incontri e destini intrecciati. Dall’altro San Giovenale, patrono della città, di cui ricorrono i 1650 anni dalla morte: figura fondativa, attorno alla quale la Festa è nata e continua a rinnovarsi, anno dopo anno, rinsaldando un legame profondo tra storia, spiritualità e identità.

A Narni il Medioevo non si rappresenta: si vive. Nei giorni della festa i vicoli si popolano di arti e mestieri, i Terzieri ridisegnano lo spazio urbano, le voci si mescolano al suono dei musici e al passo degli animali. Le cerimonie religiose – l’Offerta dei Ceri, la messa solenne e la processione, le Benedizioni dei Cavalieri – custodiscono il senso più autentico della manifestazione, quel filo invisibile che lega la comunità al proprio passato e lo restituisce come esperienza condivisa.
E poi c’è il cavallo. Presenza viva, energia trattenuta, cuore pulsante della sfida.
Il Bravio, realizzato quest’anno da Cristiano Carotti e intitolato “L’anno del cavallo di fuoco”, ne è immagine e simbolo: una visione che fonde forza e tensione, materia e movimento, e che rinnova il racconto della Festa attraverso lo sguardo contemporaneo dell’artista.

La notte del Grande Corteo Storico accende la città di riflessi e ombre, tra centinaia di figure in cammino, ma è al Campo dei giochi che tutto converge. Il 10 maggio i cavalieri dei Terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria entrano in campo: pochi istanti, un galoppo teso, la traiettoria precisa della lancia che cerca l’anello. Precisione assoluta, controllo, istinto. È lì che il gesto si fa essenziale, e la storia diventa sfida.

La nuova Tribuna Gold avvicina lo sguardo e amplifica l’esperienza, ma non cambia la sostanza: quel momento resta sospeso, trattenuto tra il respiro del cavallo e la mano del cavaliere, tra attesa e compimento. A custodire e orientare questo racconto, anche il ritorno della Commissione storico-scientifica, garanzia di rigore e profondità nella ricostruzione, affinché ogni dettaglio continui a parlare con voce autentica.

La Corsa all’Anello è tutto questo: un intreccio di tempo e memoria, di gesto e simbolo, di appartenenza e racconto. Un luogo in cui il passato non è mai davvero passato, ma continua a correre, ogni anno, lungo la stessa traiettoria, tra la polvere del campo, il suono degli zoccoli, la tradizione e lo sguardo di chi osserva.

Sul sito della Corsa all’Anello il programma dettagliato.

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