Il progetto, che ha previsto un corso di recitazione e rielaborazione drammaturgica all’interno della casa circondariale, vedrà una doppia restituzione pubblica
Ottava edizione per il progetto “Per Aspera Ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza” che mette al centro lo spettacolo “Dalla costola di una colomba – Assemblea poetica”, liberamente ispirato da “Le tre ghinee” di Virginia Woolf, in scena giovedì 14 maggio alle 18 nella casa circondariale di Capanne e lunedì 18 maggio alle 19.30 al Teatro Morlacchi di Perugia.
La messa in scena diretta da Vittoria Corallo, promossa da Acri (l’Associazione nazionale delle fondazioni di origine bancaria) realizzata con il sostegno di Fondazione Perugia e prodotta dal Teatro Stabile dell’Umbria, è l’ottavo capitolo di una ricerca portata avanti insieme ai detenuti pensata per contribuire al recupero dell’identità personale e alla risocializzazione dei detenuti.
Dal 2018 “Per Aspera ad Astra” ha portato percorsi di professionalizzazione nei mestieri del teatro in più di 20 carceri italiane coinvolgendo oltre 1.000 detenuti. In questa edizione sono 17 le compagnie teatrali e 12 le fondazioni di origine bancaria che in 16 Istituti di pena di tutta Italia realizzano progetti di formazione e di teatro.
Anche quest’anno a Perugia, il progetto ha previsto un corso di recitazione e rielaborazione drammaturgica e un corso di Illuminotecnica e fonica teatrale all’interno della Casa Circondariale, e ha coinvolto le studentesse e gli studenti del Liceo Artistico Bernardino di Betto, del Liceo Scientifico Alessi, del Liceo scientifico G. Galilei, del Liceo delle scienze umane e linguistico A. Pieralli e di OUT! l’Organismo Teatrale Universitario dell’Università degli Studi di Perugia.
Sul palco – Proviamo a rivoluzionare un ipotetico spazio assembleare, cambiando gli strumenti in cui si esercitano il dialogo e la democrazia. Immaginiamo che non sia necessario raggiungere una conclusione, né trovare una posizione vincente, e che il percorso dell’espressione emotiva e poetica vada di pari passo con quello del pensiero e della riflessione.
Virginia Woolf scrive Le tre Ghinee così: tracciando una strada diversa per l’umanità a venire, definendo un’alterità sociale, di cui le donne del suo tempo erano naturalmente custodi, che potesse favorire la pace. Rispondeva che per prevenire la guerra bisognava immaginare un altro modo di essere mondo, e che lo sguardo delle donne, allora ancora profondamente distante da quello degli uomini, fosse necessario per farlo. Sono passati 90 anni da quelle lettere rivoluzionarie, per le donne sono cambiate molte cose, anche se restano più latenti delle disparità di fatto, sembra che il mondo si trovi immerso in un contesto che si può tristemente rispecchiare in quegli anni. Ci avviciniamo a quella visione come quando portiamo una conchiglia all’orecchio, perché ci sussurri un orizzonte, che speriamo possa ancora realizzarsi.





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