Dal centro storico alla periferia: Perugia contaminata da Umbria Danza Festival

Appuntamenti, In Evidenza Mag 28, 2026

Tema scelto è “Time. Take your time back”, non soltanto il tempo della scena, ma anche delle relazioni, dell’ascolto e della possibilità di stare insieme nello spazio urbano

Dal centro alle periferie, la quinta edizione di Umbria Danza Festival, dall’11 al 21 giugno, trasforma Perugia nella città della danza contemporanea. La presentazione a Palazzo della Penna alla presenza di Tommaso Bori (vicepresidente e assessore alla cultura della Regione Umbria), Fabrizio Croce (assessore Spettacolo dal vivo e creatività urbana del Comune di Perugia), Marco Betti (Teatro Stabile dell’Umbria), Martina Bon Valsassina (Galleria Nazionale dell’Umbria), Valentina Romito (direttrice artistica Udf e direttrice Dance Gallery).

«Per fare crescita culturale – ha spiegato il vicepresidente Tommaso Bori – che è strumento di mobilità sociale servono attività di vario genere, ma soprattutto un collegamento stretto con una sicurezza non repressiva. Ebbene occupare i luoghi con i corpi rappresenta il più grande fattore di sicurezza. Farlo durante Umbria Danza Festival assume ancora maggiore valore, perché si tratta di un festival coinvolgente, frutto della positiva collaborazione tra molteplici componenti(associazioni ed istituzioni), capace di animare tanti luoghi della città».

L’assessore Fabrizio Croce ha confermato che fare spettacolo nei luoghi della città significa renderli sicuri. In questo contesto rientra il progetto dell’amministrazione comunale, volto alla valorizzazione dell’arena del Borgo Bello, inserito a sua volta in una più ampia visione dedicata al pubblico spettacolo sfociata in una recente delibera. Per questo l’amministrazione esprime soddisfazione per la decisione di Umbra Danza Festival di scommettere sull’arena, luogo in cui si è scelto di dar vita ad un modello innovativo, al fine di garantire agli operatori artistici di realizzare eventi a costi contenuti usufruendo di un “pacchetto” complessivo di servizi, singolarmente molto più dispendiosi. Croce ha poi rivolto un grande in bocca al lupo alla manifestazione, «la prima della stagione estiva dedicata alle arti performative; da giugno a settembre il cartellone sarà ricco di eventi che animeranno e arricchiranno ulteriormente gli spazi naturali che Perugia è in grado di offrire».

IL TEMA

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Time. Take your time back”, non soltanto il tempo della scena, ma anche quello delle relazioni, dell’ascolto e della possibilità di stare insieme nello spazio urbano. Il festival prova così a riportare i corpi al centro del discorso pubblico, immaginando la danza non come gesto separato dalla realtà ma come pratica capace di leggere il presente.
Come spiega Valentina Romito, direttrice del festival: «È tempo di agire, con i corpi, di rimetterli al centro del dialogo. Corpi che abitano le strade e le piazze per incontrarsi, capaci di trasformare la danza in un gesto civile e condiviso, corpi che respingono l’odio tendendo la mano agli altri per ritrovare un equilibrio».

UNO SGUARDO AL PROGRAMMA

Dieci giorni di appuntamenti con 32 spettacoli, 20 compagnie e 60 artisti, all’interno di un programma che mette al centro, dunque, il rapporto tra corpi, spazio pubblico e comunità, intrecciando spettacoli, performance urbane, creazioni site-specific e percorsi partecipativi in alcuni dei luoghi più significativi della città.

Cuore pulsante del festival sarà l’Arena Borgo Bello, spazio simbolico di incontro e aggregazione urbana che ospiterà alcune delle principali serate del programma, trasformandosi in una vera piazza della danza contemporanea aperta alla città. Qui approderanno spettacoli come Ad Libitum (12 giugno) del coreografo francese Simon Le Borgne, Inesorabilmente una via di Yoy Performing Arts insieme alla prima nazionale di Notes of Self di James Batchelor, fino alle creazioni di Adriano Bolognino e al lavoro Sista del Balletto Teatro di Torino. Ma è soprattutto nel dialogo con i quartieri, le periferie e gli spazi quotidiani di Perugia che Umbria Danza Festival costruisce la propria identità.

Il festival esce infatti dai luoghi teatrali tradizionali per attraversare piazze, mercati, campi agricoli, il Minimetrò, Fontivegge e Ponte San Giovanni, costruendo nuove relazioni tra arte contemporanea e vita urbana. Il 17 giugno il quartiere I Loggi di Ponte San Giovanni ospiterà Perspectiva di Azioni Fuori Posto, progetto che lavora sul paesaggio e sulla relazione tra corpi e territorio. Il 20 giugno sarà invece una giornata di momenti diffusi nello spazio urbano.

In piazza IV Novembre andrà in scena Paesaggi con figure di Operabianco: una performance immersiva in cui performer e spettatori condividono lo stesso spazio pubblico, confondendosi trapassanti e vita quotidiana, mettendo in discussione il confine tra scena e città. Nella stessa giornata Sogni al campo di Filippo Porro porterà il pubblico dentro un attraversamento collettivo del paesaggio rurale, trasformando il cammino in un gesto di riappropriazione simbolica dello spazio condiviso e del rapporto tra comunità e territorio.
Sempre il 20 giugno, sulla Terrazza del Mercato Coperto, Quasi Niente n°1 di Elia Pangaro rifletterà invece sulla costruzione della comunità nello spazio pubblico attraverso una pratica coreografica basata su collaborazione, interdipendenza e supporto reciproco.

Il 13 giugno Balletti di Daria Greco ci tuffa nelle coreografie di videoclip degli anni ’90, collegando idealmente il Minimetrò di Pian di Massiano, con Thriller di M.Jackson, all’Arena Borgo Bello con B. Spears e J Lo. Il 21 giugno, a Fontivegge, la prima nazionale de Il cammino di Sirene – Perugia di Sara Vilardo guiderà il pubblico in un’esperienza itinerante e partecipativa tra ascolto, paesaggio urbano e memoria, attraversando la città attraverso cuffie wireless, suoni e testi poetici creati site specific per Perugia.

Anche Piazza Birago entra nel programma del festival ospitando la festa finale di Umbria Danza Festival con Do Birds Dream of Flying? del Fabla Collective, performance che utilizza una struttura scenica mobile per interrogare il rapporto tra equilibrio, libertà e spazio condiviso. Accanto alle grandi produzioni, il festival valorizza inoltre il legame con il territorio e con gli artisti umbri, come nel caso di Eudemonia di Chiara Tosti, artista originaria di Umbertide, che intreccia danza contemporanea, teatro e ricerca sul corpo in un lavoro dedicato all’identità e alla relazione tra umano e artificiale.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è Corpi Liturgici della Compagnia Zappalà Danza, inscena l’11 giugno, in prima nazionale, alla Galleria Nazionale dell’Umbria. Roberto Zappalà dedica il lavoro a San Francesco nell’ottavo centenario della morte, costruendo una creazione che mette in dialogo spiritualità, natura e fisicità. La scena è essenziale, quasi austera, mentre il movimento lavora per accumulo e tensione, cercando nel corpo una dimensione rituale più che narrativa. Grande attenzione anche per Notes of Self dell’australiano James Batchelor, che sarà presentato il 13 giugno in Prima Nazionale. Batchelor lavora da anni sul rapporto tra memoria del gesto, percezione e immaginazione, e qui intreccia la ricerca sull’Ausdruckstanz con l’energia spontanea del movimento infantile. Ne nasce uno spettacolo pensato per pubblici molto diversi, capace di avvicinare anche chi entra a teatro per la prima volta.

Tra le creazioni italiane più attese c’è poi Nella Neve di Adriano Bolognino, acclamato coreografo della Cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, in programma il 19 giugno in anteprima. Partendo da una riflessione nata attorno ai Cahier diGeorges Braque, Bolognino sviluppa un lavoro che attraversa fragilità, crisi e trasformazione. La neve, inizialmente immobile e contemplativa, diventa progressivamente tempesta e disorientamento, mentre la relazione tra i due interpreti si incrina e si ricostruisce.
Sempre il 19 giugno debutta in prima nazionale Falena di Elisa Sbaragli, Premio Danza&Danza 2025 come autrice emergente. Il lavoro si muove attorno all’idea di metamorfosi e desiderio, seguendo un corpo che avanza per esitazioni, aperture e improvvisi slanci. Più che raccontare una storia, “Falena” costruisce una tensione continua tra attrazione e paura.

Chiude idealmente il percorso Sista del Balletto Teatro di Torino, diretto da Viola Scaglione in scena il 21 giugno. Il lavoro riflette sul tema della sorellanza come alleanza scelta, spazio di fiducia e possibilità di riconoscimento reciproco. In scena Marta Ciappina ela stessa Scaglione, coreografate da Simona Bertozzi, costruiscono un dialogo coreografico asciutto e diretto, lontano dalla retorica.

Con questa edizione Umbria Danza Festival conferma così la propria vocazione a costruire un dialogo diretto tra danza contemporanea e spazio pubblico, trasformando Perugia in un laboratorio diffuso di incontro, attraversamento e partecipazione collettiva.

Informazioni e programma completo sul sito ufficiale Umbria Danza Festival.

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