Lo spettacolo, in scena fino al prossimo 22 marzo, restituisce una figura del Poverello terreno, fragile, vicino, capace di interrogare ancora oggi la nostra idea di libertà
Ancora fino al 22 marzo per assistere allo spettacolo “Potevo avere tutto”, scritto e interpretato da Daniele Ridolfi e in scena a Palazzo Frumentario.
«Non un’agiografia, ma un racconto essenziale dell’uomo prima del santo. Francesco non viene celebrato come figura distante e già compiuta, ma riletto attraverso le sue rinunce che divengono atto radicale di libertà», come spiega l’autore e attore, descrivendo la pièce sull’uomo prima del santo nel tempo dell’ostensione 2026.
A guidare la narrazione è una voce inattesa — la Fame — presenza simbolica e concreta insieme, che dialoga con Francesco e con il pubblico, rivelando un percorso fatto di trasformazioni. “Abbiamo scelto la Fame come voce narrante perché è qualcosa che tutti conosciamo – le parole di Ridolfi – Fame di cibo, ma soprattutto mancanza emotiva e di riconoscimento sociale. Il nostro Francesco non parte dalla santità, ma dal corpo e dalla sua inquietudine Lo spettacolo è costruito come un itinerario in cinque quadri simbolici che accompagnano lo spettatore dalla festa al vuoto, dall’abbondanza alla spoliazione, dal desiderio di avere al bisogno di essere. Parola, corpo e silenzio si intrecciano in un recital di forte intensità, che invita a un tempo di ascolto e riflessione nel cuore della città.
In un’epoca dominata dall’eccesso, “Potevo avere tutto” restituisce un Francesco terreno, fragile, vicino, capace di interrogare ancora oggi la nostra idea di libertà.
Informazioni – Ingresso via Fontebella, tutti i giorni fino al 22 marzo (escluso lunedì e martedì), ore 11, 18.30, 21.30 (durata 60 minuti). Prevendite su Liveticket.





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