La band celebra i 20 anni del primo album. Passa il tempo, l’energia rimane
Sono passati venti anni, trenta da quando i Nobraino sono nati. Iniziare la carriera discografica con un Best of non è da poco. Ma i Nobraino non sono mai stati scontati. E continuano a non esserlo, a distanza di anni, con una formazione rinnovata dopo un lungo silenzio, un nuovo disco da cui hanno preso alcuni brani per metterli nella scaletta del “compleanno” del loro debutto.
All’Urban di Perugia, per Inverni di Riverock, dopo il rinvio di questa estate, il tour dei club della band romagnola ha fatto tappa per il gran finale. E come di consueto con la band romagnola, festa è stata. Sul palco e tra il pubblico. Con le incursioni del frontman, Lorenzo Kruger che, come sua abitudine, si è fatto trasportare, fisicamente, dal pubblico, e ha trovato diverse alternative alla postazione classica tra gli altri componenti del gruppo, il VIx alla batteria (fresco di matrimonio), Nestor Fabbri alla chitarra, Nicoletta Nardi ovvero Lady Barbuda, all’altra chitarra e alle tastiere, Pietro Casadei, il romagnolo di Roma, al basso.
Il concerto non ha deluso fan vecchi e nuovi, live intenso ed energico, ma allo stesso tempo confidenziale con ragazzi del pubblico sul palco a cantare. Anche questa una tradizione. L’esibizione de “I signori della corte” all’Urban, parola di Kruger, ha vinto il titolo di migliore performance di tutto il tour. Tanto da meritare un “lancio” tra il pubblico del ragazzo che si è esibito. “La sai? La sai eh?”. Ed effettivamente la sapeva. Dopo due ore di musica e una lunga scaletta tra venti anni di canzoni, con qualche brano saltato e ripreso, i riflettori si devono per forza spegnere. Sempre bello sentire i Nobraino dal vivo.
Ad aprire il loro concerto, Monamour, autore di “canzoni tristi” per sua ammissione. Monampour, ovvero Iuri Ludovichi. Chitarra e voce, è un artista decisamente interessante. Da ascoltare con più attenzione alla prossima occasione.





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