Menotti e Caio Melisso: presentata la nuova stagione teatrale di Spoleto

Appuntamenti, In Evidenza Set 29, 2026

Inaugurazione affidata a Neri Marcorè con un omaggio a due grandi autori del teatro e della canzone, Giorgio Gaber e Sandro Luporini

Presentata la nuova stagione di prosa del Teatro Stabile dell’Umbria, promossa in sinergia con l’amministrazione comunale, che arriverà a invadere Spoleto, tra il Teatro nuovo Gian Carlo Menotti e il Teatro Caio Melisso Carla Fendi, a partire dal mese di ottobre.

GLI INTERVENTI

«La nuova stagione di Spoleto mette in dialogo grandi testi, interpreti di forte personalità e alcune delle esperienze più significative della scena italiana – ha spiegato Nino Marino, direttore del Tsu – Da Gaber a Pinter, da Scarpetta a Goldoni e Shakespeare, fino alla danza con Dreamers, un cartellone che attraversa forme e sensibilità molto diverse. Importante anche la presenza di due produzioni del Teatro Stabile dell’Umbria, Lu Santo Jullàre Françesco e Riccardo III, spettacoli che hanno già conquistato pubblico e critica».

«La nuova Stagione teatrale – ha detto Andrea Sisti, sindaco di Spoleto – conferma quanto il teatro sia una parte importante della vita culturale di Spoleto. Il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti e il Teatro Caio Melisso Carla Fendi sono luoghi che appartengono alla storia della nostra città, ma che continuano a essere pienamente contemporanei grazie alla qualità delle proposte che accolgono. Anche quest’anno il programma costruito insieme al Teatro Stabile dell’Umbria offre al pubblico linguaggi, autori e interpreti diversi, capaci di parlare a generazioni differenti. È questo il senso di una programmazione culturale: creare occasioni di incontro, di riflessione e di partecipazione, facendo del teatro uno spazio vivo e aperto alla città».

Infine Danilo Chiodetti, vicesindaco e assessore alla Valorizzazione delle culture, della qualità e della bellezza della città e del territorio, ha sottolineato come la nuova stagione proponga «un percorso particolarmente articolato, che mette insieme grandi classici e drammaturgia contemporanea, ironia e riflessione, teatro e danza. Da Gaber a Pinter, da Dario Fo a Goldoni e Shakespeare, fino al lavoro di Aterballetto, troviamo prospettive molto diverse ma accomunate dalla capacità di interrogare il presente. Credo sia importante che Spoleto continui a offrire un teatro capace non soltanto di intrattenere, ma di suscitare domande e generare confronto. E altrettanto importante è lavorare perché il teatro sia accessibile e possa continuare a coinvolgere nuovi pubblici, a partire dai più giovani».

IL CARTELLONE

Si inizia lunedì 26 ottobre alle 20.45 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti con Neri Marcorè e “Gaber – Mi fa male il mondo”, un’esplorazione nell’universo creativo, narrativo, etico e letterario di due grandi autori del teatro e della canzone: Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Con la drammaturgia e la regia di Giorgio Gallione e con gli arrangiamenti e la direzione musicale di Paolo Silvestri.

Sabato 7 novembre alle 20.45 Giorgio Marchesi e Simonetta Solder portano in scena “L’Amante” di Harold Pinter, per la regia di Veronica Cruciani: un brillante e tagliente gioco psicologico incentrato sui ruoli di potere all’interno di un matrimonio borghese. Il testo emblematico del drammaturgo britannico racconta un rapporto di coppia fondato sull’ambiguità, sul potere della parola e sul sottile equilibrio tra controllo e perdita.

Giovedì 19 novembre alle 20.45 l’artista Matthias Martelli salirà sul palco con l’opera di Dario Fo e Franca Rame “Lu Santo Jullàre Françesco”, racconto toccante e ironico di una storia divenuta un vero e proprio archetipo del nostro patrimonio narrativo. Martelli si muove sul filo di una narrazione intrisa di dolcezza, di leggerezza, di coraggio ma anche di satira decisa, sul solco del talento e dell’opera geniale del Premio Nobel (produzione Teatro Stabile dell’Umbria e Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale).

La stagione prosegue sabato 19 dicembre alle 20.45 con lo spettacolo “Il medico dei pazzi”, una delle più divertenti farse di Eduardo Scarpetta; una macchina perfetta dell’equivoco adattata e diretta da Leo Muscato – a cent’anni dalla morte di Scarpetta – che vede protagonista Gianfelice Imparato. Il regista rilegge l’opera del grande autore nella Napoli anni ‘70/’80, tra colori, musica e ironia, poco dopo la Legge Basaglia (1978), che sancisce la chiusura dei manicomi. Don Felice e i suoi “matti” tornano in scena in un turbine di equivoci, comicità e memoria del grande teatro napoletano.

Martedì 12 gennaio alle 20.45 al Teatro Caio Melisso Carla Fendi (fuori abbonamento) Denis Fasolo adatta, interpreta e dirige “Il sergente nella neve”, racconto autobiografico del 1953 scritto da Mario Rigoni Stern. «È un testo universale – spiega l’attore – amo Rigoni Stern e vorrei tanto condividere questo amore e farlo conoscere a chi ancora non ha avuto modo di toccarne il valore e il suo amore per l’uomo, per i semplici, per chi combatte per una vita sana e onesta».

Sabato 6 febbraio alle 20.45 Francesco Scianna – uno degli attori più talentuosi del panorama teatrale italiano – dirige e interpreta “Hospitality Suite” dello scrittore statunitense Roger Rueff: un testo sui temi dell’identità, della moralità e delle scelte di vita. Una riflessione attuale e potente sul lavoro, le relazioni interpersonali e le domande esistenziali che ognuno si pone nel corso della propria vita.

Mercoledì 24 febbraio alle 20.45 in scena un grande classico: “Le smanie per la villeggiatura” di Goldoni, un testo di rara coralità portato sul palco dal regista Giorgio Sangati con nove attori – Agnese Sofia Bonato, Nicola Bortolotti, Cosimo Grilli, Valerio Mazzucato, Cristiano Parolin, Luca Passera, Luciano Roman, Ottavia Sanfilippo, Sara Zoia – che, come scrive nelle sue note di regia «sono chiamati a incarnare anche le nostre smanie, per costringerci a guardarci allo specchio, prima che sia troppo tardi».

foto di Gianluca Pantaleo

Domenica 7 marzo alle 17 è la volta dello spettacolo “Riccardo III”, una delle opere più celebri di William Shakespeare, un grande affresco sulle manifestazioni del male. Protagonista dell’opera è Vinicio Marchioni che, diretto da Antonio Latella, dà vita a un Duca di Gloucester che conquista con la parola e incanta con la bellezza, in un “Eden tragico” dove l’armonia è solo apparenza. Sul palco, insieme al pluripremiato attore, un cast d’eccezione: composto da Silvia Ajelli, Anna Coppola, Flavio Capuzzo Dolcetta, Sebastian Luque Herrera, Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone e Andrea Sorrentino (una produzione Teatro Stabile dell’Umbria).

Il cartellone si chiude domenica 11 aprile alle 17 nel segno della grande danza con lo spettacolo “Dreamers” con cui Aterballetto riunisce tre dei più significativi autori della scena contemporanea internazionale: Philippe Kratz, Angelin Preljocaj e Crystal Pite. Tre sguardi distinti, tre universi poetici che si intrecciano in un percorso capace di interrogare il presente attraverso il linguaggio potente e sfuggente della danza.

F.C.

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