Musica, Umbria Jazz omaggia Dario Fo

Eventi, In Evidenza Apr 07, 2026

Il suo “La Danza degli Zanni” sarà il manifesto dell’edizione 2026

Umbria Jazz celebra il genio di Dario Fo nel centenario della nascita, rendendo omaggio a una delle figure più originali e influenti della cultura italiana del Novecento. In questa occasione la storica collezione di manifesti artistici del Festival si arricchisce di un nuovo contributo di grande valore simbolico: il manifesto ufficiale dell’edizione 2026 è infatti un’opera firmata dal drammaturgo, attore e regista italiano, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1997. Artista poliedrico e protagonista della scena culturale internazionale, Fo ha sempre vissuto la pittura come una vocazione primaria fin dall’infanzia, definendosi spesso “attore dilettante e pittore professionista”.

La Danza degli Zanni, realizzato nel 2013 e gentilmente concesso dalla Fondazione Fo Rame, non è soltanto un’opera pittorica: è quasi uno spartito visivo della ricerca teatrale di Dario Fo, una scena dipinta in cui immagini e ritmo sembrano muoversi come in una rappresentazione. Lo Zanni – Giovanni nel dialetto veneto – è la più antica maschera della Commedia dell’Arte: il servo povero, tormentato dalla fame, sfruttato e spesso deriso, ma anche portatore di una vitalità irriducibile e di uno sguardo capace di rovesciare il mondo con l’ironia. Nel dipinto lo Zanni appare al centro di una sorta di festa visionaria: intorno a lui i musici si muovono sulla tela con leggerezza quasi eterea, come se il colore stesso diventasse suono. La musica lo circonda, lo accompagna, lo celebra. È un’immagine che restituisce uno dei nuclei più profondi dell’arte di Fo: l’arte che dà voce agli ultimi e che trova nella musica una matrice di comunità, un linguaggio condiviso capace di unire le persone oltre ogni distanza. Lo Zanni, antenato di Arlecchino e figura originaria del giullare, trova nell’arte la propria emancipazione: da servo affamato diventa narratore del mondo, capace di svelarne contraddizioni e ingiustizie. Non è un caso che questa figura rimandi idealmente anche a Francesco d’Assisi, modello spirituale dei “minores”, che scelse deliberatamente di stare dalla parte degli ultimi e che definiva sé stesso e i suoi frati Giullari di Dio. A sottolineare questo legame con San Francesco, del quale nel 2026 si ricordano gli 800 anni dalla morte, esiste un bozzetto negli archivi della Fondazione Fo Rame,  usato come base per la tela del 2013, appartenente al materiale della lezione spettacolo di Dario Fo intitolata “Giotto non Giotto” del 2009 dal titolo “Francesco danza e fa festa dopo la sua liberazione” presumibilmente riferito all’episodio legato alla guerra tra Assisi e Perugia che vede Francesco soldato e dove lo stesso fu catturato e imprigionato.

In questa linea ideale, lo Zanni dipinto da Fo continua la sua trasformazione: da maschera popolare a simbolo universale di libertà creativa.

Autore

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *