Presentazione dell’edizione 2026, programma e ospiti più attesi
Presentata a Palazzo Donini, a Perugia, l’undicesima edizione del Festival della sociologia che prenderà il via il 7 e l’8 ottobre, con due anteprime, e poi il 9 e 10 ottobre a Narni, sotto il main theme “Un ambiente per abitare. Spazi, vite e diritti”.
All’iniziativa con la stampa, moderata dal giornalista Mirko Loche, sono intervenuti la vicepresidente dell’assemblea legislativa dell’Umbria, Bianca Maria Tagliaferri, l’assessore al welfare della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, l’assessore al Festival della Sociologia del Comune di Narni, Giovanni Rubini, e la direttrice scientifica del festival Sabina Curti.
GLI INTERVENTI
«Il dibattito accademico – ha detto la Tagliaferri – ha un suo ruolo ed un valore inestimabile che ci accompagna sempre, però far uscire il dibattito nelle città, nella regione, creare anche un’attenzione, una riflessione pubblica e dare un contributo ad ulteriori confrontiamo è senz’altro un valore aggiunto che questo festival dona a Narni, e non solo, perché poi le idee si diffondono. In questo momento il tema ‘abitare’ fa parte del dibattito europeo, come sentiamo tutti i giorni, e la regione Umbria si sta molto dedicando a questo. L’assessorato di Fabio Barcaioli ha fatto un lavoro analitico e di costruttività importante sull’abitare per tutti, sopratutto verso le categorie che da più tempo aspettavano risposte in questo campo».
«Ringrazio il Festival della Sociologia per aver messo al centro il rapporto tra ambiente, spazi, vite e diritti – le parole dell’assessore Barcaioli – È un tema che interroga direttamente il lavoro del mio assessorato, perché oggi il diritto all’abitare è uno dei terreni sui quali si misura la qualità della democrazia sociale. In Spagna la crisi della casa ha contribuito alla crisi politica che ha portato Pedro Sánchez a convocare elezioni anticipate. A Berlino Elif Eralp e la Linke hanno vinto mettendo al centro della propria proposta il conflitto sul costo degli affitti e sulla proprietà del patrimonio abitativo. Quando la casa assorbe una quota crescente dei redditi, espelle le persone dai quartieri e rende più fragile chi già vive una condizione di precarietà, la politica deve scegliere da che parte stare. In Umbria questa scelta passa dal rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica, dal recupero degli immobili inutilizzati e da politiche capaci di sottrarre il diritto all’abitare alla sola capacità di spesa. È su questo terreno che vogliamo misurarci, perché una Regione che tutela il welfare deve occuparsi anche delle condizioni materiali che permettono alle persone di costruire la propria vita».
«Come amministrazione questo Festival ogni anno ci dà uno spunto ed uno stimolo per approfondire i temi che emergeranno nelle varie giornate – così l’assessore Rubini – Il Festival è un appuntamento oramai a carattere nazionale ed internazionale. Quando si ritrova il mondo accademico a parlare delle tematiche più attuali, più stringenti di una società, è inevitabile che tutta la comunità narnese e l’amministrazione ne tragga beneficio. Da un po’ di anni abbiamo sempre di più stretto la nostra collaborazione con la direttrice del Festival, la professoressa Curti, anche per dare una linea editoriale rispetto alle iniziative culturali che facciamo come amministrazione comunale. A noi, per esempio, fa molto piacere che quest’anno il Festival abbia scelto come tema, un argomento che sposa la nostra iniziativa, che è quella di svolgere durante il 2026 gli Stati generali dell’ambiente. Un tema molto attuale e molto sentito, sia tra i nostri concittadini che a livello nazionale».
«Il tema è quello “dell’Abitare e dell’ambiente. Spazi, vite e diritti” – ha concluso la Curti – Ci abbiamo lavorato un anno, il nostro obiettivo è portare dei problemi concreti che hanno dei risvolti anche a livello internazionale: dalla crisi climatica, alla crisi abitativa, dal’ over – tourism al cohousing intergenerazionale, il diritto alla casa. Una serie di questioni che noi abbiamo lanciato attraverso una call aperta alla società civile, già dal mese di febbraio e non potevamo pensare che diventassero così davvero urgenti e necessari. Abbiamo poi alcuni relatori internazionali, come per esempio Sari Hanafi, sociologo palestinese che fa una proposta di sociologia dialogica. Ci porterà a ragionare su delle questioni, molto concrete come: il velo, il woke, la questione della laicità in Francia, ed una serie di altri temi che hanno a che fare con i conflitti sociali e emergenti. Ci sarà poi sarà poi anche Sandra Martini, sociologa dell’Università Lasalle in Brasile che porterà un progetto insieme a una decina di ricercatori e ricercatrici sul clima per quanto riguarda inondazioni e alluvioni che si sono verificate in contesti diversi: Emilia-Romagna, Brasile e e la Spagna. Chiuderemo il Festival con Nicola Gratteri perché quando parliamo di diritti dell’abitare, dell’ambiente e del clima dimentichiamo molto spesso che, essendo delle questioni politiche, non possiamo tralasciare la mafia e l’illegalità. In questo senso il confronto con Gratteri è diventato molto importante».

IL FESTIVAL
La mission del Festival, organizzato dall’omonima associazione, che quest’anno vedrà alternarsi circa 200 speaker, in oltre 50 eventi, è da sempre quella di portare la sociologia nello spazio pubblico, creando un dialogo tra ricerca scientifica e società e mettendo in relazione università, istituzioni, professioni, cultura e cittadinanza. Un appuntamento che, arrivato alla sua undicesima edizione, ha fatto di Narni un luogo centrale di confronto sui grandi cambiamenti della società contemporanea.
Nato dalla collaborazione tra Università degli Studi di Perugia, Crisu e Comune di Narni, nel corso degli anni ha ampliato la propria rete coinvolgendo le altre università, centri di ricerca e realtà scientifiche diverse. Una scelta che si riflette anche nel programma 2026, caratterizzata dal confronto tra discipline e prospettive differenti: sociologia, ambiente, urbanistica, economia, cultura, politica, comunicazione e territorio.
COLLABORAZIONI E ARTE
Tra le collaborazioni più significative dell’edizione 2026 quella con Arpa Umbria, che porta competenze, impegno e strumenti di conoscenza sul tema ambientale. Il rapporto tra ambiente e abitare sarà infatti affrontato non soltanto dal punto di vista ecologico, ma anche attraverso le sue implicazioni sociali: salute, qualità degli spazi, trasformazioni territoriali, disuguaglianze e sostenibilità.
Il legame con Narni e con il suo tessuto sociale sarà protagonista anche di “Un’ora sola con la sociologia”, appuntamento in programma il 9 ottobre realizzato in collaborazione con il Terziere Mezule della Corsa all’Anello.
Anche in questa edizione c’è un’ampia finestra dedicata all’arte che reinterpreta le tematiche del festival, attraverso due mostre. Una, “Presenze, d’arte contemporanea” curata dall’associazione MinervArte, già allestita, è visitabile fino all’11 ottobre all’auditorium San Domenico e si interroga sul rapporto tra essere umano, ambiente e spazio abitato.
L’altra, intitolata “Livree – Strategie di sopravvivenza sociale” sarà invece allestita alla Casa del Popolo, grazie alla collaborazione tra le associazioni ArteM e S.O.I. Società ornitologica italiana.
GRANDE ATTESA PER GLI OSPITI
Tra i protagonisti più attesi, nella giornata di apertura, il 9 ottobre, c’è Sari Hanafi, sociologo palestinese, professore all’American University of Beirut e già presidente dell’International sociological association. Hanafi sarà a Narni per parlare di “Spazi sociali, dialogo e speranza”, portandouna riflessione sul rapporto tra società, conflitti, diritti e possibilità di dialogo. Sarà inoltre protagonista della presentazione del suo volume “Critica del liberalismo simbolico. Per una sociologia dialogica”.
Accanto a Hanafi, nella due giorni, il programma propone numerosi studiosi e protagonisti del mondo della cultura, della ricerca e dell’informazione, su tutti, Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.
Il titolo del panel,che lo vedrà sul palco del Teatro Manini, sabato 10 ottobre alle 17, è: “Abitare territori ai margini: dai diritti promessi ai diritti agiti tra mafie e legalità”. Uno degli appuntamenti più caratterizzanti è inoltre anche quello con il regista Leonardo Di Costanzo.
Un incontro, in programma giovedì 8 ottobre, intitolato ‘Abitare i margini’ che affronta temi quali diritto alla casa, rigenerazione degli spazi pubblici, disuguaglianze, biodiversità, beni comuni, mobilità, housing sociale e qualità dell’abitare.
QUI il programma dettagliato.





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