Da novembre ad aprile tutti in platea al Manini di Narni: ecco la nuova stagione

Eventi, In Evidenza Set 23, 2026

Il cartellone del Teatro Stabile dell’Umbria che parte da Vittoria Belvedere e Cesare Bocci, passa per la danza di Michele Merola e chiude con Stefano Massini

Presentata la stagione 2026/2027 del Teatro Giuseppe Manini di Narni, organizzata dal Tsu in collaborazione con il Comune di Narni, pronta al via dal prossimo 4 novembre.

«Anche quest’anno – ha detto Nino Marino, direttore Tsu – insieme all’amministrazione comunale, abbiamo lavorato per costruire una Stagione capace di mettere insieme grandi interpreti, autori importanti e linguaggi diversi. Una proposta che tiene insieme qualità, popolarità e ricerca, con l’obiettivo di restituire al pubblico del Manini uno spaccato della scena teatrale del nostro tempo».

«La nuova stagione del Teatro Stabile dell’Umbria – ha commentato Lorenzo Lucarelli, sindaco di Narni – è sempre un’emozione profonda, perché ogni anno sa aprirci nuove porte e svelarci nuovi mondi. Porte che ci permettono di guardare da vicino alla cultura e allo spettacolo, e mondi che prendono forma attraverso scelte artistiche capaci di regalare uno sguardo sempre innovativo, coinvolgente e a trecentosessanta gradi sull’arte. È proprio grazie alla stagione del Tsu che i nostri teatri – autentici fari di cultura nel territorio – continuano a battere forte; in particolare il nostro splendido Teatro Manini, che si riaccende ogni volta di vita nuova, regalandoci momenti indimenticabili guidati da spettacoli di altissimo livello».

Inaugurazione mercoledì 4 novembre alle 21 affidata allo spettacolo “Indovina chi viene a cena” dell’opera del Premio Oscar William Rose che vede protagonisti Vittoria Belvedere e Cesare Bocci diretti da Guglielmo Ferro. Il tema, quello di un matrimonio misto, allora fece scalpore nell’America di fine anni ’60, ma oggi è più che mai di attualità in una società sempre più multietnica. Un testo brillante e attualissimo che affronta con ironia e profondità i pregiudizi legati all’amore e all’integrazione.

foto di Lorenzo Porrazzini

Domenica 15 novembre alle 21 e lunedì 16 novembre alle 15, Matthias Martelli dà vita a un nuovo allestimento dell’opera di Dario Fo e Franca Rame “Lu Santo Jullàre Françesco”, racconto toccante e ironico di una storia divenuta un vero e proprio archetipo del nostro patrimonio narrativo. Martelli si muove sul filo di una narrazione intrisa di dolcezza, di leggerezza, di coraggio ma anche di satira decisa, sul solco del talento e dell’opera geniale del Premio Nobel.

Martedì 8 dicembre alle 21 e mercoledì 9 dicembre alle 15, con lo spettacolo “Guerra Civile” il regista Andrea De Rosa e il drammaturgo Fabrizio Sinisi si ispirano al poema epico latino Farsaglia di Marco Anneo Lucano e portano in scena la guerra tra Cesare e Pompeo, la più terribile delle guerre, quella civile, che divide un popolo contro se stesso. Gli interpreti: Flavio Capuzzo Dolcetta, Francesca Cutolo, Michelangelo Dalisi, Daniele Russo e Giuseppe Sartori.

Domenica 17 gennaio alle 17, Walter Veltroni porta in scena il suo “Le emozioni che abbiamo vissuto: gli anni ‘70, sole e luna” per raccontare uno dei decenni più intensi, contraddittori e decisivi della nostra storia recente. In un intreccio di politica, cultura e vita quotidiana, lo spettacolo si distingue per una prospettiva unica: quella di un testimone diretto che quegli anni li ha vissuti nel cuore della vita pubblica e culturale del Paese.

Giovedì 18 febbraio alle 21, ospiti della stagione di Narni Marco Bocci e Pia Lanciotti con lo spettacolo Io “Charles. Omaggio a Bukowski” liberamente ispirato all’opera del poeta e scrittore statunitense. Il testo di Sonia Antinori, diretto da Alessio Pizzech, è una dichiarazione d’urgenza: scavare nel fondo del maschile e del femminile, destrutturare i miti del Sogno Americano e interrogare – con rabbia, ironia e compassione – cosa resta del desiderio quando il mondo attorno implode.

Giovedì 4 marzo alle 21 spazio alla danza con “Love Poems” di MM Contemporary Dance Company. Una serata composta da tre diversi spettacoli che evoca il tema dell’amore nelle sue diverse forme: quello primordiale di Adamo ed Eva in Duo d’Eden di Maguy Marin – signora della nouvelle danse francese – l’amore come crescente forza vitale dell’essere femminile in Grosse Fugue, sempre firmato dall’artista d’oltralpe, e l’amore visto come passione innocente, istintiva e sensuale in Faun di Sidi Larbi Cherkaoui.

A chiudere il Cartellone, martedì 13 aprile alle 21, è l’autore e narratore Stefano Massini che, con il suo “Lo Zar”, percorre mezzo secolo di storia russa e racconta la straordinaria ascesa al potere di Vladimir Putin, dall’infanzia affamata a Leningrado fino al giorno dell’elezione a presidente. Un racconto feroce e squassante, sullo sfondo del sistema sovietico in crollo che travolge tutto in un’apocalisse senza fine.

F.C.

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